Usa le AI come assistenti al montaggio (per video e podcast)
Il pensiero creativo è fondamentale anche per immaginare gli usi di questi strumenti
Usare le AI generative come assistenti al montaggio (di video o podcast) è un’ottima idea per velocizzare alcune fasi del processo, in un vero e proprio montaggio aumentato. Ecco come ci lavoro io.
Un montaggio aumentato
L’idea mi è venuta perché dovevo montare un pezzo video piuttosto complesso, che poi è andato in onda su Codice.
Tema: la polizia predittiva. Avevo tante interviste, molte in lingua inglese. Avevo voci diverse, materiale eterogeneo e magmatico, una struttura narrativa da costruire con coerenza. Il tutto, poi, era da trasformare in un prodotto finito con tempi stretti e le mie risorse. Così ho deciso di usare le intelligenze artificiali generative come assistenti. Poi ho raffinato questo metodo, in generale, per montare audio e video.
Gli strumenti che uso
Precisazioni1
1. Tactiq per la trascrizione automatica delle interviste fatte online
Per le interviste realizzate in call ho usato Tacticq. Il sistema genera una trascrizione automatica visibile già durante la conversazione, consentendo anche di prendere appunti, evidenziare citazioni importanti e avere già a disposizione un testo grezzo da rifinire in un secondo momento. È molto comodo anche quando devi fare interviste che non sono nella tua lingua, visto che ti aiuta a capire meglio quel che dice l’interlocutore. È vero che i vari strumenti di videocall hanno o cominciano ad avere queste funzioni integrate. Ma trovo Tactiq comodo perché si integra a qualsiasi programma di videoconferenza che hanno in dotazione persone diverse con cui mi capita di lavorare (Meet, Zoom., Teams sono tutti gestiti da Tactiq.
2. Trascrizione automatica del girato e dei file audio
Nella maggior parte dei casi, per i file audio o per le interviste video, la trascrizione automatica di Adobe Premiere Pro è più che sufficiente. Tuttavia, trovo comodo esportare queste trascrizioni e metterle in collezioni di file usando strumenti che mi consentano di archiviarle e interrogarle.
3. L’archiviazione in Pinpoint
Pinpoint è uno strumento gratuito che si trova nella suite di Google per giornalisti. Lo trovo particolarmente comodo per archiviare e poi cercare dentro collezioni di documenti di vario genere (audio, video, foto, testo) Consente di:
Caricare e cercare: importare file (anche da Drive) e cercare all’interno di documenti di vario tipo (file audio, file video, moduli, PDF, immagini, email, archivi, trascrizioni)
Fare ricerca avanzata: usare operatori per combinare parole chiave, escludere termini, cercare corrispondenze esatte
Estrarre entità chiave: individuare persone, organizzazioni e luoghi citati nei testi.
Trascrivere e analizzare audio/video: sbobinare registrazioni e trasformarle in testi ricercabili, navigabili e modificabili (come tutti gli strumenti automatici può commettere errori di trascrizione: è normale, dipende tantissimo dalla sorgente audio. E comunque, anche gli umani commettono errorio).
Trasformare tabelle: convertire documenti strutturati o tabelle scannerizzate in fogli di calcolo ordinabili e filtrabili, senza scrivere codice.
Collaborare: condividere collezioni, evidenziare e commentare testi, organizzare con etichette personalizzate. è utile per raffinare, correggere e soprattutto organizzare per temi e parole chiave.
Usare Gemini: le collezioni di Pinpoint sono interrogabili attraverso Gemini, modello di intelligenza artificiale generativa di Google.
È dentro a Pinpoint che, di solito, comincio a individuare i segmenti più forti e a costruire una prima mappa tematica dei contenuti.
4. Costruzione di una knowledge base dentro ChatGPT
Di solito, una volta che ho il materiale organizzato, carico le trascrizioni come file in un progetto di ChatGPT. Uso ChatGPT a pagamento e in forma personalizzata, perché desidero che imiti il mio modo di scrivere e di costruire contenuto. In questo modo le interviste diventano parte integrante di un progetto che interrogherò tutte le volte che ne ho bisogno, sfruttando però le possibilità che mi offre la personalizzazione dell’AI di OpenAI. Questo mi permette di interrogare l’intero corpus del materiale che raccolgo usando il linguaggio naturale: una modalità che rende più semplice incrociare temi, cercare concetti, confrontare interviste. Chiaramente non mi limito alle interviste: inserisco in questa knowledge base anche i documenti che mi servono come punti di partenza del mio lavoro, le ricerche che ho fatto, le informazioni che ho trovato, le trascrizioni di altri filmati o audio pertinenti, le mie idee sul tema.
5. Dalla scaletta al montaggio con ChatGPT
Una volta definita una bozza di scaletta narrativa che diventa il mio punto di partenza per il racconto, uso ChatGPT per trovare frasi pronunciate dalle persone che ho intervistato che siano coerenti con i vari nodi tematici che voglio trattare. Chiedo alla macchina di indicarmi anche possibili soluzioni di montaggio alternato per usare voci diverse per articolare uno stesso concetto, creando un effetto dialogico. Chiaramente, questo riesce meglio se a monte ho strutturato le interviste in modo da ottenere questo risultato (nulla vieta di farsi aiutare da ChatGPT anche nella stesura delle domande).
6. Verifica del premontato
Quando assemblo il primo premontato, uso Adobe Premiere Pro nella modalità trascrizione. Poi esporto la trascrizione e la aggiungo al progetto di ChatGPT. A quel punto dico alla macchina che deve trattare quel documento come una bozza, un premontato, appunto. Chiedo alla macchina di valutarne la coerenza logica, di segnalare salti nel ragionamento, di suggerire eventuali voice over di raccordo o di sintesi per rafforzare eventuali passaggi deboli o poco chiari, di verificare che quel che viene detto sia comprensibile al pubblico, anche non esperto. È un modo per avere un secondo sguardo, utile soprattutto nelle fasi in cui si perde distanza dal prodotto: è assolutamente normale che succeda.
7. Tagli, tagli, e ancora tagli
Quando si monta – proprio come quando si scrive e poi si rilegge – vale sempre la regola di non innamorarsi di nulla perché tutto è sacrificabile tranne quello che è indispensabile per la comprensione dell’argomento. Eppure, anche quando questa regola ci è ben chiara, a volte tagliare è difficile. Perché ci piace un concetto, perché ci piace il modo in cui una persona lo dice. Perché ci affeezioniamo a un passaggio- A partire dal premontato trascritto, ChatGPT può diventare un tagliatore implacabile su richiesta. Chiaramente, poi, sta a me accettare i suoi suggerimenti o meno.
Ma quando pensi di aver finito e arriva la richiesta di passare da 8 minuti a 6, per esempio, be’, un assistente che suggerisce tagli senza perdere il senso complessivo e eliminando il superfluo è veramente utile per risparmiare tempo.
8. Ricerca musicale
Per la colonna sonora, propongo a ChatGPT alcuni esempi di riferimento: brani che mi piacciono, che secondo me stanno bene in quel passaggio, che rendono l’idea anche sonora. Per esempio, ho scritto che mi piaceva l’idea di iniziare con la musica dei titoli di testa di Stranger Things e la macchina mi ha proposto brani simili: posso chiederli liberi per ogni uso, royalty free oppure anche coperti da copyright se poi il pezzo viene distribuito o messo in onda su piattaforme o canali che detengono i diritti. Sta a me poi verificare se quei brani vanno bene. La macchina, di solito, è un’ottima brainstormer e mi aperto strade e possibilità che non avevo immaginato, oppure mi suggerisce cose ovvie a posteriori ma che non mi erano venute in mente. Oppure, se lo chiedo, mi offre ipotesi completamente divergenti rispetto alla mia idea originale. È sempre una buona idea usare queste macchine per divergere anziché per farsi dire “bravə”.
9. Prompt operativi per l’assistenza veloce
Infine, ho usato ChatGPT come assistente rapido. Esempi: “Trovami tutte le volte in cui si parla di ‘feedback loop’, con i timecode”, oppure “Qual è la frase più efficace per sintetizzare il rischio della polizia predittiva?”. In questo modo, ho potuto velocizzare molte micro-decisioni che, prese una per una, consumano ore.
Cosa funziona davvero?
La combinazione degli strumenti. Il fatto che ciascuno svolge per me un compito specifico: Tacticq per la velocità e la diretta, Premiere Pro per alcune funzioni integrate oltre al montaggio. Pinpoint per l’ordine. ChatGPT per l’analisi e la sintesi. Il risparmio di tempo è stato significativo. Ma più ancora lo è stato il vantaggio cognitivo: la possibilità di avere un secondo sguardo, una memoria esterna, un sistema interrogabile in linguaggio naturale.
In più, quando ci si trova per ragioni di budget o strutturali a lavorare in solitudine (tipico dei freelance) avere un approccio del genere è anche divertente.
AI@Work
Dentro alla Slow News Academy trovi sempre il mio corso sulle intelligenze artificiali generative. Si chiama AI@Work.
Gli strumenti che ho scelto possono avere alternative valide. Se li nomino è perché li uso nella mia quotidianità lavorativa. Pago per gli strumenti che troverai nominati. Pinpoint è gratuito. Il link a Tactiq è un link di affiliazione.




